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Ginseng

 

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Il ginseng (panax) fa parte della medicina dell’Estremo Oriente da secoli. È stato utilizzato per il trattamento dei tumori, del diabete, delle malattie cardiovascolari, per mantenere freschezza fisica e mentale, e per rafforzare il sistema immunitario e gestire lo stress. La parola panax deriva dalla parola "panacea", che significa "la cura per tutti i mali e la fonte di lunga vita".

Le principali sostanze attive del ginseng sono le saponine, in particolare i ginsenosidi. Sono stati identificati quasi 50 diversi tipi di ginsenosidi: con un’ampia gamma di principi attivi, possono avere effetti molto diversi tra loro.

Esistono dunque molti ginsenosidi conosciuti, alcuni che calmano il sistema nervoso e altri che fanno l’opposto: per questo il ginseng può essere utile sia per la gestione dello stress sia per dare energia. Ci sono ginsenosidi che sopprimono l’appetito e altri che possono aiutare le persone con anoressia (cioè stimolare l’appetito). A prima vista sembra tutto il contrario, interessante, vero? È come se il ginseng fosse buono per tutto.

Le 4 varietà di ginseng sono le più utilizzate in medicina:

  • Ginseng panax bianco
  • Ginseng panax giallo
  • Ginseng americano (Panax quinquefolius)
  • Ginseng giapponese (Panax japonica)

Il ginseng bianco e quello giallo sono i più studiati, e ciascuna varietà ha un contenuto di ginsenosidi leggermente diverso.

Il ginseng può avere effetti immunostimolanti. Il compito del sistema immunitario è combattere le infezioni che entrano nell’organismo, e ciò viene svolto dalle cosiddette cellule immunitarie (linfociti T, macrofagi, cellule dendritiche, ecc.). Alcune cellule immunitarie riconoscono le infezioni e poi iniziano a reclutare un "plotone d’esecuzione" per eliminarle. Studi hanno dimostrato che le sostanze attive del ginseng possono causare cambiamenti ormonali che stimolano i livelli di composti che uccidono le infezioni (radicali liberi) prodotti dalle cellule immunitarie o persino migliorare il "sistema" delle cellule immunitarie nel riconoscimento delle infezioni. 

Questo conferisce al ginseng proprietà generali anti-infettive (fungine, batteriche e virali) ed effetti antitumorali. Anche il sistema immunitario distrugge le cellule tumorali. È solo nei tumori maligni che l’equilibrio immunitario è alterato, e il ginseng può aiutare a ristabilirlo.

Oltre a rafforzare il sistema immunitario, i ginsenosidi hanno anche forti effetti antinfiammatori: anche in questo caso, i principi attivi innescano cambiamenti ormonali che portano alla produzione di sostanze antinfiammatorie. L’infiammazione cronica (a lungo termine) può causare molte malattie ed essere associata anche ai tumori. Pertanto, gli effetti antinfiammatori del ginseng ne rafforzano ulteriormente l’azione antitumorale.

I ginsenosidi inibiscono l’enzima COX-2, responsabile della produzione di molti ormoni dell’infiammazione e del dolore, quindi il ginseng agisce direttamente sulla causa principale dell’infiammazione. Oltre ai suoi effetti antinfiammatori, ha anche effetti regolatori sulla glicemia: l’infiammazione cronica è (in parte) responsabile dello sviluppo del diabete di tipo II e della resistenza all’insulina. Inoltre, i principi attivi del ginseng agiscono direttamente sulle cellule beta del pancreas responsabili della produzione di insulina.

È stato dimostrato che alcuni ginsenosidi inibiscono la crescita delle cellule adipose in modo simile alla capsaicina presente nei cibi piccanti. In linea con i suoi effetti antinfiammatori e regolatori della glicemia, il ginseng può essere utile anche per le persone che desiderano perdere peso.

Il danno al sistema nervoso è spesso causato dall’iperattivazione del recettore NMDA che, quando è iperattivo (stimolato da alti livelli di omocisteina), permette a una quantità eccessiva di calcio di entrare nelle cellule, iperattivandole ("sovraccaricandole") e danneggiandole: questo fenomeno è chiamato eccitotossicità. Studi hanno dimostrato che alcuni ginsenosidi possono essere efficaci nel prevenire questo processo inibendo il funzionamento del recettore NMDA. Inoltre, studi su animali hanno mostrato che il ginseng può migliorare la memoria dopo un danno cerebrale (come nel morbo di Alzheimer). Inoltre, alcuni ginsenosidi possono aumentare i livelli di un importantissimo trasduttore del segnale cerebrale (acetilcolina), facilitando il collegamento tra due cellule nervose: ha quindi proprietà generali di stimolazione cerebrale e può aiutare a superare le difficoltà di apprendimento.

Il ginseng è quindi una vera erba "tuttofare". Grazie al suo incredibilmente ampio spettro di principi attivi, può aiutare in una vasta gamma di problemi.

La dose di ginseng panax più comunemente utilizzata negli studi è di 200-400 mg. Viene anche impiegato in preparazioni multivitaminiche a dosi più basse di 40 mg, che possono essere comunque benefiche. Per i suoi effetti benefici sul cervello, dovrebbe essere utilizzato a dosi di 400 mg.

L’integrazione con ginseng può causare lievi effetti collaterali (come vomito, diarrea, crampi, fastidio di stomaco) a causa dei suoi complessi principi attivi. Gli studi hanno dimostrato che dosi più elevate (2-4,5 grammi) non provocano sovradosaggio nel breve termine. Non è affatto raccomandato in gravidanza, poiché alcuni ginsenosidi possono avere effetti avversi sul feto: ciò è stato confermato da studi cellulari, ma non è stata trovata alcuna associazione di questo tipo negli studi su animali. Tuttavia, in assenza di informazioni sufficienti, le donne in gravidanza e in allattamento e i bambini non dovrebbero usarlo.